martedì 26 febbraio 2013

Lasciar scivolare

Lasciar correre, lasciare che gli altri dicano quello che vogliono e vivere bene lo stesso?

Io ci provo.
Anzi, ormai è il mio mantra, e sono fiera di dire che di progressi ne ho fatti. Ho smesso di prendere tutto sul personale, fondamentalmente perché ho capito che non devo farmi influenzare dalle opinioni di persone delle quali non me ne frega niente. Possono dire quello che vogliono, perché la loro rilevanza nella mia vita è pari a zero.
Eppure per quanto sia diventata brava, a volte mi riesce davvero molto difficile stare zitta. E penso lascia correre, fa finta di niente, respira, non rispondere
Purtroppo mi riesce veramente difficile sopportare le angherie, perché è questo che sono, di gente boriosa, arrogante e soprattutto maleducata, che pensa di avere chissà quale potere mentre vale niente.
Onestamente ho fatto il pieno di questi atteggiamenti, sono esausta, sono veramente oltre.

Ma le persone non dovrebbero condizionare il tuo umore, non se sono persone di cui non hai alcuna stima e se, come dicevo prima, per te valgono meno di zero.
La mia vita vera è quella coi miei amici, la mia famiglia, il mio moroso, le persone che mi fanno stare bene. Questo per me è soltanto un mezzo per raggiungere un fine. La gente con cui ho a che fare può dire quello che vuole perché questo è il loro mondo, non certo il mio, e quello che dicono e fanno mi entra da un orecchio e mi esce dall’altro. E’ vero, a volte mi fa arrabbiare e devo mordermi la lingua per non dire nulla, e sussurrarmi mentalmente il mio mantra: lascia correre, fa finta di niente, respira, non rispondere
Però pensandoci bene, non mi deve interessare.
Io faccio quello che devo, e le frustrazioni di persone insicure, che tiranneggiano per sentirsi più importanti, non mi toccano neanche di striscio.

C’è chi ha bisogno di sfogarsi così. Mi dispiace per loro.
Io vivo la mia vita.

E.

giovedì 21 febbraio 2013

Il salto

Sono annoiata.
Sono chiusa in casa da tre giorni con la bronchite, e onestamente mi sono un po' stancata di guardare la tv. Potrei usare il mio tempo in maniera più saggia, ad esempio cominciando a preparare la discussione della mia tesi... eh sí, l'8 marzo si avvicina inesorabile e io devo cominciare a rendermene conto: sto per laurearmi.

E dopo? Cosa succederà, dopo?

Ieri pensavo alle mie varie opzioni... e all'improvviso mi sono resa conto di una cosa: ho paura del salto.
La laurea per me non significa un cambiamento radicale, tipo un passaggio dalla vita di studente a quella di lavoratore; io lavoro già da 6 anni (6?!). La laurea per me significa solo chiudere un capitolo poco soddisfacente e cercare di aprirne uno nuovo, che mi affascini, che risvegli una passione ormai sopita da un po'. Quello che ho studiato mi piace, mi è sempre piaciuto. La laurea per me significa ottenere finalmente (o almeno, spero) i risultati per cui ho tanto combattuto.

E insomma, mi sono accorta di avere paura del SALTO.

A distanza di poco tempo, mi sono ritrovata due volte faccia a faccia con la possibilità di potermi cimentare in qualcosa di nuovo e diverso... e mi sono accorta di essere titubante.
Cos'è, paura di non essere all'altezza?
Paura di lasciare la vecchia, rassicurante (e noiosa) abitudine per qualcosa di più avventuroso e incerto?
Paura di cosa? Per un attimo, davanti alla prospettiva di poter finalmente ottenere qualcosa di nuovo, mi sono chiesta se ne valeva la pena.

Sono intrappolata a fare cose che non mi soddisfano, in mezzo a gente che non apprezzo, per cui questo timore di saltare devo proprio dimenticarmelo.
È vero, a volte cambiare fa paura. Il salto è spaventoso, tu sei lì, sull'orlo del burrone, guardi giù e non hai idea di quanto sia profondo... e cerchi di trovare il coraggio per fare quel passo in più, in avanti, per prendere lo slancio e SALTARE.
Ma io sono sempre stata dell'idea che vale la pena tentare, in qualsiasi ambito; una canzone che mi piaceva tanto diceva "it hurts while it's happening but I wanna feel everything, how can you know till you try?"
Non ho mai voluto vivere di rimpianti, per quanto possa sembrare un cliché è così, ho sempre preferito provare e piuttosto prendere delle sdentate piuttosto che rimanere ferma a tormentarmi pensando a cosa succederebbe se...

Per questo forse, dopotutto, sono pronta al salto.
Resterò un po' ferma sul ciglio a guardare giù, ma si tratterà solo di un attimo. Subito dopo, piegherò le ginocchia e salterò. È così che ho sempre fatto :)

Benvenuti nel mio blog.
Scrivo un po' per noia, un po' per fare ordine nella mia testa, un po' per una sana vena di egocentrismo... e se voi avrete voglia di leggermi, non sarò certo io a fermarvi!

E.